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Oggi sono venuto a conoscenza di una startup genovese che ha pensato di creare un quaderno per gli appunti sponsorizzato, una sorta di taccuino «su cui gli studenti potranno prendere appunti, leggere storie dei marchi dalla sostenibilità al non profit, e anche fruire di alcuni sconti grazie a tagliandi sponsorizzati e legati a realtà commerciali locali».

Si chiama Free Futool srl (abbreviazione di future tool, ovvero lo strumento del futuro, ndr), 50 mila euro investiti e 4 giovani soci (tutti tra i 25 e i 28 anni), Jacopo Sterlocchi, creativo, Tobia Lorenzani, al marketing, Paolo Trombetta, amministratore unico, e Federico Bini, chief financial officer. 

Questo progetto imprenditoriale ha tutta l’aria di essere valido e ben strutturato:

  • 128 pagine in formato A4;
  • 13 inserzionisti;
  • quattro sezioni editoriali;
  • prezzo base inserzione sotto gli 8 mila euro;
  • distribuito gratuitamente dal 1° ottobre nelle università principali di Milano, Genova e Torino;
  • diffusione iniziale di 50 mila copie di cui 20 mila a copertura della metropoli lombarda;
  • Il secondo numero apparirà a dicembre, per le feste e poi il terzo dal primo marzo 2013;

In pratica, questo quaderno-magazine è «a metà strada tra il diario Smemoranda, per contenuti editoriali alternati a fogli bianchi, e la free press, per le modalità di diffusione», e offre visibilità a pie’ di pagina o sull’intero foglio. «Ma la scrittura rimane centrale rispetto alle attività ludiche e formative delle inserzioni», spiega un socio fondatore di free Futool.

Tra gli inserzionisti troviamo:

  1. Bocconi (che ha seguito passo passo questo progetto)
  2. Heineken
  3. Martini
  4. Lnpf
  5. Basicnet
  6. Dekker
  7. In case
  8. Vodafone
  9. Costa Crociere
  10. Iwbank
  11. Club house
  12. Prezzi Pazzi
  13. Matefitness

Terminata questa prima fase di lancio, i 4 soci hanno espresso l’intenzione di estendere la diffusione in tutte le università italiane e non solo. Le prossime città interessate saranno Pavia e Padova, facendo così raggiungere a Free Futool una tiratura di 100 mila copie. Curiosa questa dichiarazione:
«assicurato il prodotto con gli opportuni brevetti (in Italia è coperto da diritti Siae) vorremmo diffonderlo all’estero».

Un po’ di teoria:
Il modello di business di questa start up si chiama Mercato a tre vie.
Ci sono tre soggetti coinvolti: il produttore, il consumatore e l’inserzionista. I contenuti sono gratis e lo sono per tutti i consumatori. Questa è la più diffusa delle economie costruite intorno al gratis, in cui una terza parte, l’inserzionista, paga per partecipare a un mercato creato da uno scambio libero tra le prime due parti.

Il mercato a tre vie. Fonte: Gratis, Chris Anderson

Opinione personale:

  • In questo periodo storico, dove la maggior parte delle start up si sta concentrando sul mondo digitale, c’è ancora posto per idee creative legate ai mezzi di comunicazione classici (alla faccia di smartphone e tablet). A quanto pare il mondo off-line è ancora pieno di opportunità, basta saperle cogliere nel modo giusto. Ho sempre ritenuto gli atenei universitari un luogo ideale per pubblicizzare efficacemente prodotti e servizi dedicati ai giovani studenti tra i 19 e i 25 anni. L’anno scorso, in erasmus a Madrid, rimasi colpito dalle cartelline sponsorizzate che le copisterie dell’università autonoma de Madrid davano agli studenti, un idea facilmente importabile anche nelle nostre università italiane (forse qualcuna già lo fa, non mi sono informato).

    La cartellina sponsorizzata dell’Università Autonoma de Madrid. Feci una foto per ricordarmi di questa trovata😛

  • Mi sembra un idea valida, ma facilmente imitabile, forse dovranno puntare a coprire tutte le università italiane nel più breve tempo possibile per evitare o sfavorire l’insorgere di competitor locali. Non ho ben capito come si possa registrare un’idea simile, mi informerò…
  • Ho anche qualche dubbio sul discorso distribuzione gratuita.

Non vorrei che il fatto di poterseli prendere gratuitamente, senza nessuno sforzo, svaluti il valore dato a questo quaderno, finendo per essere preso con questa filosofia: “Ok, è gratis, lo prendo e poi al massimo vedrò se utilizzarlo, mal che vada andrà bene per farmi i bigliettini“.
Poi non mi è chiaro il modo in cui verrà distribuito: stile free press, nei corridoi degli atenei? Oppure con dei punti vendita in alcune zone, ad esempio nelle copisterie? Perchè se personalmente dovessi usare questo prodotto, ne avrei bisogno di uno per materia; se ogni studente ne vuole almeno 3, questo significa che ogni corridoio deve essere ben fornito, oltre al fatto che potrebbero esserci studenti free riders che, approfittando della gratuità, potrebbero prenderne molti di più.

Queste ultime riflessioni mi hanno fatto ripensare a un libro di Chris Anderson che ho letto tempo fa (e che probabilmente avranno letto anche questi 4 ragazzi), Gratis.
L’autore, sul capitolo dedicato alla psicologia del gratis, fa questa considerazione:
Staccare un assegno per qualsiasi ammontare (anche un solo centesimo) significa che volete davvero la rivista, e presumibilmente la leggerete e la terrete da conto quando vi arriverà […].

Detto ciò, io proverei a far pagare questi quaderni, anche una cifra irrisoria come 20 centesimi, provando a distribuirli nelle copisterie. Si potrebbe sperimentare questa ipotesi con uno split test, visto che il progetto è ancora nella fase di lancio.🙂
Uno split test, noto anche come test A/B, è un particolare test, spesso utilizzato nel direct marketing, che serve per capire quale risorsa ottiene maggiori risultati.

Le mie osservazioni sono, per così dire, provvisorie, aspetterò di vedere dal vivo questi quaderni sponsorizzati per poi dare il mio giudizio finale. Sono curioso di vedere le modalità di distribuzione…