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Articolo scritto da un mio caro amico, Mattia Ghedin, studente universitario appassionato di economia e marketing. 
Conversare con lui è sempre un’esperienza piacevole, ho insistito per farlo entrare come editor nel progetto Weekly Marketing Quote. Ha accettato, pubblicherà periodicamente degli articoli riguardanti alcune sue riflessioni e osservazioni sul mondo del business. 

Immerso nelle mie letture mi sono imbattuto in Better Place, un’azienda con sede a Palo Alto, in California, capitanata da Shai Agassi. Questa azienda è nata dopo che il suo fondatore e CEO partecipò al Forum of Young Global Leaders, nel quale uno dei relatori sollevò il problema del futuro del pianeta e della necessità di renderlo un posto migliore entro il 2020.

Agassi abbandonò la SAP (un’azienda leader nella produzione di software aziendali) per dedicarsi appunto a Better Place, un progetto molto ambizioso nel quale l’azienda ha come missione l’espansione delle energie rinnovabili per i trasporti, in collaborazione con i governi nazionali, le case automobilistiche e le grandi società energetiche che decidono di aderire al progetto.
Fino ad ora il progetto ha preso piede in Israele, Danimarca, California, Australia, China e Hawaii, ma le previsioni sono per un allargamento del mercato anche nel resto degli Stati Uniti e in Europa.

Come funziona?
L’utente, in maniera molto semplice e intuitiva, decide quale auto elettrica acquistare tra i modelli proposti che, a fronte di sovvenzioni pubbliche e incentivi delle case, hanno un prezzo uguale, se non inferiore e ai corrispettivi modelli a benzina, dopodiché stipula un contratto con Better Place, che si impegna a fornire una rete di postazioni di ricarica all’interno dello spazio urbano; in aggiunta è possibile acquistare una postazione di ricarica domestica.

Better Place Charge Spot

Ma questa non è una mucca viola (parafrasando Seth Godin), infatti le novità proposte da Agassi, che rivoluzioneranno il mondo dell’automobile, sono:

  • Creare delle postazioni automatizzate dove sarà possibile sostituire la batteria scarica con una carica in un tempo medio di due minuti.
  • Offrire un servizio di noleggio auto che fornisca un servizio all inclusive.

A proposito di quest’ultimo punto, noleggio + contratto, si potrebbe focalizzare l’attenzione su quel gruppo sostanzioso di consumatori che si è accorto che l’esborso di denaro per l’acquisto di un auto è molto basso, almeno rispetto al costo totale di mantenimento dell’auto nel corso della sua vita che, salvo una propensione del veicolo a rompersi, è costituito principalmente dal costo del carburante. Per questi consumatori cogliere un’opportunità che permetta loro di usare l’auto spendendo circa 5 centesimi al Km è più che logica, e se in più sono state abbattute le barriere convenzionali per i veicoli elettrici, quali la difficoltà di rifornimento e la scarsa autonomia (i veicoli progettati per Better Place hanno un’autonomia media di 200Km) la scelta è ancora più semplice. 

Il modello economico di Agassi si basa sul differenziale tra il prezzo medio di un gallone di carburante e il prezzo dell’equivalente unità di energia elettrica, infatti, se pensiamo alle sempre più efficienti tecnologie in merito alle energie rinnovabili, è facile ipotizzare che il prezzo dell’energia elettrica scenda sia su base assoluta, sia in relazione al petrolio, che è una fonte energetica in esaurimento.

In conclusione, mi sembra che l’idea imprenditoriale sia molto buona, molta gente ha bisogno di un prodotto simile e quindi molta gente è disposta a comprarlo al fine di una più decisa salvaguardia ambientale o, più semplicemente, a fronte di un reale risparmio. Purtroppo in Italia il progetto deve ancora arrivare, anche se cose simili si vedono già nelle nostre grandi metropoli, ma solo lì, e per di più senza agevolazioni economiche sull’acquisto dei veicoli, forme di noleggio e stazioni di carica iper-rapida. Solamente delle colonnine di ricarica sparse in giro per città come Roma o Milano, il cui utilizzo è un’esclusiva di chi può permettersi di spendere 40mila€ per una city-car… quindi spero vivamente che Better Place abbia previsto nel suo business plan uno sbarco in Italia (nel breve periodo).

Mattia Ghedin