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Quando vendi moda, stai vendendo un sogno, una magia, un mondo possibile, una visione, uno stile, delle aspettative, bellezza, arte, pazzia, appannaggi di realtà, dei valori.

Anche un maglione basico, tinta unita rosso, dovrebbe essere acquistato ricevendo in cambio emozioni e sensazioni pari a quelle che si possono ricevere acquistando un opera d’arte, o una qualsiasi altra cosa legata all’estetica e al bello.

Dietro tutto questo devono esserci delle persone; un team affiatato di concreti, preparati, volenterosi e allucinati visionari sognatori.

Questo è parte di un vaneggio serale, legato alla mia idea di quel che dovrebbe significare fare comunicazione e branding in un’azienda di moda.
Pensando alle 4 arcaiche leve del marketing mix, la comunicazione è una di quelle su cui puntare molto, legandola indissolubilmente al prodotto e alle persone (artisti-stilisti) che lo pensano. Il prezzo viene come terza priorità, se diventa la prima, forse ci si trova in Zara o simili.

La riflessione completa sarebbe più concreta, e verte sul problema del posizionamento nel competitivo e iper-affollato mondo della moda, e su come possa essere utile utilizzare le più basilari leggi del marketing per schiarirsi un po’ le idee e analizzare le cose in profondità. Quando ho un po’ di tempo, la schematizzo.