Preso il diploma decisi di iscrivermi all’università.
Sebbene il design e la grafica pubblicitaria mi interessino molto, sul corso di laurea da scegliere ebbi ben pochi dubbi: Marketing e Gestione delle Imprese a Venezia (ce n’erano anche altri, sempre riguardanti il Marketing, che però non potevo economicamente permettermi).
Le alternative erano due:
1. passare il test d’ingresso ed iscrivermi a quel corso di laurea;
2. trovarmi un lavoro, e in caso ritentare l’anno dopo, non volevo scendere a compromessi;(Alla fine il test l’ho passato)

Non ho mai studiato con lo scopo di trovare un buon lavoro, ad essere sincero è una delle cose che meno mi motiva. Fermandomi un attimo, e guardando il mio percorso formativo dall’infanzia ad ora, mi rendo conto che in tutto quello che ho fatto, o quasi, sono sempre stato mosso dalla curiosità, dalla voglia di scoprire cosa c’è dietro, dal bisogno di esprimermi e di creare qualcosa con un valore per me e per gli altri.
Quello che studio mi diverte, mi appassiona, mi fa sentire vivo; da questo punto di vista, mi ritengo fortunato.
Fondamentalmente, questa mia curiosità, unita alla passione per il marketing e la comunicazione, è stata il filo conduttore di tutte le mie esperienze lavorative, ed è anche per questo che la parola lavoro ha per me un valore positivo, che definisce quell’attività che mi permette di dare libero sfogo a uno dei miei principali hobby.
La morale che ho appreso è quasi banale, di quelle che si sentono ripetere in continuazione: Fai quello che ti piace e che ti rende felice e sereno, con dedizione e costanza.🙂